Uova tossiche: nuova emergenza dal Nord Europa

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L’Europa sembra essere scossa da una nuova crisi: la presenza di uova tossiche sul mercato. La minaccia, questa volta proveniente da Nord, potrebbe mettere a serio pericolo le abitudini alimentari del Continente e a rischio la credibilità di centinaia di aziende agricole. Tra sequestri e indagini a tappeto, le autorità stanno già prendendo provvedimenti.

FRANCOFORTE (Germania) – Da emergenza migranti a emergenza uova, le vicissitudini del Vecchio Continente sembrano non finire. Lo scorso 20 luglio, l’autorità olandese per la sicurezza alimentare, NVWA, ha lanciato un allarme riguardante la possibile presenza sul mercato di uova tossiche. Infatti, l’Autorità avrebbe ricevuto copiose segnalazioni di uso, non controllato, di fipronil sulle uova destinate al commercio. Il fipronil è un insetticida e antiparassitario, comunemente usato sugli animali domestici, ma estremamente tossico per l’uomo.

Secondo l’NVWA, l’emergenza, originata in Belgio e Paesi Bassi, sarebbe ora estesa a 14 paesi dell’Unione Europea, inclusa l’Italia, più Svizzera e Hong Kong. Il primo caso di contaminazione da fipronil sarebbe scoppiato nella regione delle Fiandre, in Belgio: nella fattispecie l’azienda Poultry Vision, di Anversa, avrebbe usato un composto a base di fipronil, generalmente applicato al trattamento di pollame affetto da acari, per conservare le uova in magazzino e impedire attacchi da parte di parassiti. Tale scandalo ha poi dato via a nuove indagini, rivelando che, tra Belgio e Olanda, circa 180 avrebbero usato fipronil per immagazzinare la loro produzione di uova. Le aziende incriminate sono sate costrette ad arrestare la produzione e le principali catene di supermercati nordeuropee hanno ritirato dal commercio più di un milione di uova.

L’emergenza si è poi estesa ad altri paesi UE. In Germania sono stati eseguiti controlli a tappeto in nove dei 16 Land che compongono la Bundesrepublik e i governi locali hanno lanciato misure di prevenzione per la popolazione, incluso un elenco contenente i nomi e i codici identificativi delle aziende agricole sotto indagine. Infatti, il consumatore può facilmente risalire all’azienda produttrice tramite codici apposti sul guscio delle uova, evitando di comprare prodotti sospetti.

Mentre i controlli e le attività di smaltimento di lotti sospetti si stanno intensificando in tutta Europa, la Commissione Europea ha lanciato un allarme contaminazione a livello continentale: la presenza del libero mercato infatti faciliterebbe la diffusione dei prodotti contaminati anche nei paesi non colpiti dallo scandalo. Il ministro per l’agricoltura della Bassa Sassonia, la cosiddetta ‘fattoria della Germania’, Christian Meyer, ha confermato che il rischio contaminazione sarebbe davvero elevato e che le indagini, se condotte con criterio eviterebbero casi gravi di intossicazione e addirittura morti.

Il fipronil, infatti, ha gravi conseguenze sulla salute umana: un adulto intossicato può soffrire di dolorosi attacchi di vomito, vertigini, nausea e crisi epilettiche. Per quanto riguarda i bambini, l’intossicazione da fipronil potrebbe causarne la morte.

 

Fortunatamente, almeno per il momento, l’Italia sembra non essere toccata da quest’emergenza. Secondo il Ministero della salute non ci sarebbero casi di contaminazione da fipronil nei lotti prodotti nel Bel Paese, ma le importazioni sono tenute sotto stretto controllo, dato che, solo nel 2016, sono stati importati più di 610mila kg di uova dai Paesi Bassi. Proprio ieri, il Ministero ha diffuso la notizia che dei lotti provenienti dalla Francia sono stati sequestrati dalle autorità e posti sotto stretto controllo.

Nei prossimi mesi, controlli simili a quelli messi a punto in Germania saranno introdotti in Italia, su base regionale. In ogni caso il Ministero ha invitato a comprare, il più possibile, uova proveniente da allevamenti italiani (riconoscibili dal ‘IT’ inserito nel codice sul guscio).

Mentre Politico indica l’emergenza uova come l’ennesima falla nei sistemi di sicurezza Europei (quello per il controllo alimentare), il 26 settembre i rappresentanti dei 14 paesi UE (più Svizzera) si riuniranno per stabilire misure comuni e porre fine alla crisi prima che possa degenerare ed estendersi ad altri tipi di cibo provenienti da pollai. Difatti il rischio che la contaminazione abbia toccato anche la carne di pollo è al momento molto alto.

–  R. Daneel Olivaw

 

 

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