Turchia: un anno dal golpe, popolo chiede la pena di morte

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Turkey's President Recep Tayyip Erdogan waves to his supporters as he arrives to commemorate the one year anniversary of the July 15, 2016 failed coup attempt, in Istanbul, Saturday, July 15, 2017. Turkey commemorates the first anniversary of the July 15 failed military attempt to overthrow Erdogan, with a series of events honouring some 250 people, who were killed across Turkey while trying to oppose coup-plotters. (Presidency Press Service via AP, Pool)

Dopo un anno dal tentato golpe, Erdogan, il presidente turco, festeggia ad Istanbul la “Giornata della democrazia e dell’Unità nazionale”. Durante il discorso del presidente, la folla chiede l’introduzione della pena di morte.

Il presidente turco Erdogan in piazza ad Instanbul ad un anno dal tentato Golpe

ISTANBUL (TURCHIA) – Giornata di festa quella di ieri a Istanbul, ad un anno dal tentato golpe attuato dall’esercito. Ora quella giornata è diventata festa nazionale: ‘Giornata della democrazia e dell’unità nazionale’. Sembra quasi un ossimoro parlare di democrazia dopo la svolta autoritaria che si é avuta in Turchia nell’ultimo anno, basti pensare al referendum del 16 aprile con cui Erdogan ha acquisito pieni poteri. Ma il popolo turco, o almeno una sua parte, sembra approvare tutto l’operato di Erdogan, anche per quanto riguarda la reintroduzione della pena di morte.

 

Sono le 2:23 in Turchia quando Erdogan inizia a parlare alla folla che si è radunata a Istanbul. Erano le 2:23 quando, nella notte tra il 15 e il 16 luglio dello scorso anno, l’aviazione golpista iniziò a bombardare il parlamento. Erdogan parla per più di un’ora. Un’ora in cui promette “taglieremo le teste ai traditori” e in cui rivolge dure parole al leader dell’opposizione Kemal Kilicdaroglu. Un’ora di discorso interrotto solo dal suo popolo che lo acclama e che chiede a gran voce di introdurre la pena di morte. Poi la promessa di firmare la legge che il parlamento stilerà a riguardo.

Le parole di Junker, il presidente della Commissione UE, sembrano essere completamente ignorate. Junker auspica una Turchia vicina all’Europa, ma, aggiunge, “Se la Turchia dovesse introdurre la pena di morte, il governo turco sbatterebbe la porta in faccia a un ingresso in Europa definitivamente”. Tutti, quindi, guardano con ansia al parlamento turco, a cui spetta il compito di stilare la legge. La speranza, si dice, è l’ultima a morire. Non resta che guardare e sperare che il parlamento operi per il bene del popolo che lo ha votato.

-AntoD’Annata

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