Storie di Successo: BILL GATES

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Imprenditore e businessman, Bill Gates è stato l’uomo più ricco del mondo per anni. Curiosità e talento gli hanno permesso di fondare insieme a Paul Allen la più grande azienda di software sul mercato.

Le origini e gli ideali

Seattle, 1955, da una famiglia della buona borghesia locale nasce William Henry Gates III. Nato dalla Tempesta, terzo del suo nome. Re degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signore delle Sette Cartelle, protettore di Microsoft. Il Non-Bruciato, padre di Windows e distruttore di record. Per gli amici Bill.

Per diritto di nascita ha la fortuna di frequentare una prestigiosa scuola privata dove ha modo di venire in contatto per la prima volta con un computer. Fin da giovanissimo ha sviluppato difatti una passione per i computer che lo ha portato, alla tenera età di tredici anni, a sviluppare programmi in piena autonomia. Chiuso e solitario, passa intere giornate davanti a rudimentali computer dove comincia ad intuire che il passo per una loro reale diffusione passa attraverso una semplificazione del linguaggio. Il presupposto su cui si basa Gates è che non tutti possono imparare i linguaggi di programmazione. Bisogna dunque studiare un metodo alternativo e comprensibile a tutti. Cosa c’è di più semplice se non delle icone su cui è sufficiente cliccare con un puntatore per farle partire?

Il principio che ha mosso sin dagli arbori Microsoft è stata per l’appunto la semplicità. Bill Gates era certo che in futuro il PC sarebbe stato “presente su ogni scrivania e in ogni casa.” La politica che ha poi reso vincente la società è stata quella di non cedere il codice del programma ma solamente la concessione d’uso del software. In questo modo Bill ti permetteva di mangiare la torta, ma non ti diceva la ricetta per replicarla. Se volevi pertanto fare bella figura col tuo uomo o con la tua donna non potevi cucinare la torta, ma dovevi tornare a comprarla da lui.

Lakeside Programmers Group

Paul Allen (15) e Bill Gates (13)

Come anticipato, Bill Gates, ebbe la fortuna di frequentare una scuola che metteva a disposizione degli studenti un computer. Questo computer, per essere utilizzato, richiedeva però un pagamento. Bill, grazie alle sue abilità e al suo studio, riuscì a modificare il sistema utilizzando il computer senza pagare. La scuola, accortasi delle abilità del ragazzo, decise di lasciargli utilizzare il computer quanto desiderava. Venne quindi messo a disposizione degli studenti un altro computer. Gates con altri ragazzi riuscirono a “danneggiare” il sistema di pagamento, permettendo a chiunque di utilizzare il PC gratuitamente. La scuola decise in un primo momento di proibire ai ragazzi l’utilizzo dei computer, per poi chiedergli invece di collaborare per scoprire le debolezze del proprio sistema.

Il gruppo era composto da Bill Gates, Ric Weiland, Kent Evans e Paul Allen, migliore amico di Bill e futuro co-fondatore di Microsoft. I quali alla fine del 1968 fondarono la Lakeside Programmers Group.

Albuquerque

La ciudad se llama Duke

Nuevo Mexico el estado

Entre la gente mafiosa

su fama se ha propagado

Causa de una nueva droga

que los gringos han creado

Piccola chicca per i fan di BrBa. Ora torniamo a noi, siamo nel 1975, Bill Gates e Paul Allen si trasferiscono in New Mexico dove iniziano a creare una “nueva droga“. Questa sostanza stupefacente non è altro che la Microsoft Corporation, la quale, fiera del suo sistema Windows, rivoluzionerà il mondo diventando in grado di tenere miliardi di persone attaccate a uno schermo illuminato.

Paul Allen e Bill Gates

L’impresa ebbe un successo quasi immediato, passando da tre dipendenti e una fatturato poco più alto di 16K$, ad avere più di 600 dipendenti e ricavi intorno ai  100M$ nel giro di cinque anni. Il momento che diede però ufficialmente inizio alla scalata della classifica di Forbes, fu l’IPO del 1986. La quale sanciva l’ingresso in Borsa di Microsoft.

Harvard e l’importanza dell’istruzione

La scuola non è mai stata il punto di forza di Bill Gates. Già durante l’high school saltava le lezioni e piuttosto che fare i compiti si concentrava sui computer. La cosa non è cambiata quando il padre, un rinomato avvocato nello Stato di Washington lo spinse ad iscriversi alla facoltà di legge di Harvard. Celebre è la frase:

Ho fallito alcuni esami ad Harvard. Un mio amico no, lui li ha passati tutti. Ora lui è ingegnere alla Microsoft, mentre io ne sono il proprietario.

Spesso molta gente non riesce però a cogliere il punto sull’abbandonare gli studi. Pensano che gente come Jobs e Bill Gates abbiano mollato il college perché magari non erano bravi in tutto, facendoli quindi sembrare più umani e le loro gesta facilmente replicabili. Mi tocca però fare il guastafeste e dirvi con la più calma e pacata voce del mondo che queste sono solamente una marea di puttanate.

Gates non saltava le lezioni a scuola per andare a farsi le canne al parco, non ha abbandonato Harvard perché non riusciva a passare gli esami ed era sempre sbronzo. Ha fatto quel che ha fatto per dedicare più tempo a ciò in cui era un genio e di cui era appassionato. 

Sin da piccolo aveva infatti mostrato un forte interesse per la lettura, tanto che i genitori dovevano vietargli di leggere almeno a tavola. Anche ora legge un libro a settimana,  per lo più saggi,  perseguendo l’idea che la lettura sia un modo ottimale per apprendere, evitando di leggere libri come i romanzi, visti invece come una perdita di tempo.

Bill è intelligente. Sii come Bill

Infine vi ricordo che Bill Gates non ha mollato Harvard per andare a vendere caffè porta a porta, ma per fondare Microsoft, la dannata e multimiliardaria Microsoft. Tutto ciò cosa significa? Abbandonare gli studi è giusto? Come sempre la risposta sta nel mezzo. Mollare gli studi ha senso nel momento in cui ciò che segui presso le università non ha più peso nella tua visione. Ciò comporta innanzitutto l’avere un’idea chiara di ciò che si vuole. Come diceva Seneca:

Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto approdare

Last but not least, abbandonare gli studi non vuol dire abbandonare i libri: vuole dire abbracciarli con tutto te stesso, vuol dire farsi il culo dieci volte di più rispetto a uno studente medio e son sicuro, che se stai ancora leggendo è perché non sei uno studentello che si limita al suo compitino, sei qualcuno che vuole qualcosa di più. L’istruzione classica crea le basi, ma se non approfondisci, se non ti appassioni, se non grondi di sudore non ti staccherai mai dal gregge. È arrivato il momento: ERGITI.

 

UncleSam

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