Continuano le intromissioni della politica nella costruzione di luoghi di culto islamico. FdI e Lega Nord si schierano contro la moschea, definendo il progetto grottesco. Rischiamo che ciò leda la libertà di culto di un paese? Qual è il confine tra politica e religione e che succede se viene oltrepassato?

Durante il clima delle elezioni politiche la costruzione della moschea di Sesto Fiorentino diventa il terreno di gioco per la destra dell’area toscana. Il lungo e travagliato processo di ricerca di un territorio su cui far sorgere un luogo di culto islamico si era risolto il 22 Dicembre. La moschea sorgerà in via Pasolini su un terreno di 8 mila metri quadrati nella periferia sud, non lontano dall’aeroporto di Peretola. E sostituirà il progetto di una chiesa, previsto dal piano urbanistico del comune.

E’ un brutto trucco di magia messo in scena penosamente dalle istituzioni che hanno trasformato una chiesa in una moschea” ha commentato Giovanni Donzelli, capogruppo di fratelli d’Italia in regione. In realtà non è corretto parlare di esproprio (tanto meno di trucco di magia), poiché è stata la curia fiorentina a vendere quel territorio alla comunità islamica, la diocesi acquisirà un terreno dove costruire una nuova chiesa nel polo scientifico universitario dall’ateneo. Il progetto sarà possibile tra un’accordo di intesa che vede implicati Ateneo, Diocesi di Firenze, Comune e Associazione per la Moschea di Firenze. Questo caso rappresenta un esempio emblematico di dialogo tra le due fedi.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/12/14/news/firenze_la_moschea_nascera_su_un_terreno_venduto_dalla_curia-184088975/

Non sono mancate le proteste della destra: “Il fatto che qui sia proprio la chiesa cattolica, ad aprire la strada di una  moschea alle porte di Firenze, è tragicamente grottesco. Una volta la Chiesa era un baluardo difensivo per l’Occidente, ed i suoi rappresentanti in ogni luogo della cristianità respingevano le orde di invasori ottomani”, “Tutto questo mentre si continuano a massacrare le comunità cristiane nel mondo, tutto questo mentre la reciprocità è un’utopia per i musulmani. Una scelta scellerata in un momento storico nel quale gli attentati nelle maggiori capitali europee e negli Stati Uniti dimostrano che il buonismo ha totalmente fallito. Non possiamo che rimanere basiti da una simile scelta, che apre al dialogo con chi il dialogo lo interpreta come un’opportunità di imporre la propria volontà agli altri, di radicarsi in Europa senza dover ricambiare in casa propria i privilegi che gli forniamo. Stanno usando le nostre leggi, la nostra civiltà, la nostra democrazia che disprezzano per colonizzarci!“, hanno dichiarato La Grassa e Scipioni di Lega nord. (fonte:http://www.gonews.it)

Vicino alla zona della nuova costruzione è stato appeso da FdI un cartellone anti moschea con lo slogan “Prima gli italiani“, che è stato strappato due giorni fa.

http://www.gonews.it/2018/01/18/no-moschea-strappato-manifesto-elettorale-fratelli-ditalia/

Queste intromissioni partitiche in questioni religiose rischiano di scalfire seriamente i principi di laicità della chiesa. Fratelli d’Italia e Lega Nord si inseriscono nella vicenda sostenendo di voler difendere la cultura cristiana, quando una della massime autorità religiose del territorio, il cardinale Giuseppe Borti (arcivescovo di Firenze) ha dichiarato in merito alla vicenda “Il diritto alla libertà religiosa è un principio sancito dalla nostra Costituzione e, come tale, è un diritto indisponibile, che non può variare nel tempo in base al sentire della maggioranza“.(fonte://agensir.it)

Queste obbiezioni non hanno alla base un progetto di rispetto urbanistico, ma una vera e propria e propria avversione e intolleranza nei confronti di un culto specifico. Secondo il filosofo Jonh Locke politica e religione devono individuare nel concetto di tolleranza il loro punto di incontro. Egli può essere considerato il primo teorico dello stato laico e nella celebre ‘Lettera sulla tolleranza’, teorizza una separazione radicale tra la sfera politica e la sfera religiosa, ovvero tra Stato e Chiesa.  La Lettera sulla tolleranza è un documento di aperta condanna della politica del Re e della Chiesa d’Inghilterra, dove, lasciando trapelare un’amara ironia, Locke afferma di trovare strano che gli uomini debbano essere costretti col ferro e col fuoco a professare certe credenze. Egli afferma: “La vera religione non è stata fondata per fare sfoggio di pompa esteriore, né per istituire un potere ecclesiastico e nemmeno per esercitare una forza coercitiva, bensì per disciplinare la vita umana secondo i precetti della virtù e della pietà… Ora, io mi appello alla coscienza di coloro che col pretesto della religione perseguitano, straziano e uccidono altri uomini e mi chiedo se veramente agiscono verso di essi per spirito di amicizia e con benevolenza“.

https://www.biography.com/.image/t_share/MTE5NTU2MzE2Mjk0MTIwOTcx/john-locke-9384544-1-402.jpg

Il principio di laicità e la libertà di culto che sono alla base delle costituzioni degli stati moderni sono irrimediabilmente figli del suo pensiero. Nella nostra costituzione l’esclusione di ogni tipo di discriminazione per motivi religiosi dovrebbe essere assicurata dall’articolo 3, la libertà di religione e di culto dal 19; l’articolo 8 afferma “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” e nel 1989 venne enunciato anche il “principio supremo della laicità dello stato

(Art 19) “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Ma durante la propaganda elettorale la politica sembra dimenticarsi anche della costituzione.

-pincorno

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