Mentre Israele si avvia verso il suo quinto anno consecutivo di siccità, il Mare di Galilea si svuota lentamente, gran parte del fiume Giordano è ridotta a un torrente e il Mar Morto si sta rapidamente restringendo.

Sapore di sale, sapore di mare…Certo Gino Paoli non deve essere mai stato in visita sul Mar Morto. Certamente, se ci fosse andato, avrebbe parlato di sale, tantissimo sale, malgrado di mare non vi sia nemmeno più l’ombra.

I luoghi biblici delle acque – siti di pellegrinaggio per battesimi, cerimonie di nozze o semplici feste tra amici – sono i punti turistici cruciali per la sopravvivenza e la stabilità sia degli israeliani che dei palestinesi. A quanto pare, però, i discendenti di Mosè potranno attraversare un altro mare, senza alcun bisogno di miracoli. Ci sta pensando il riscaldamento globale, a facilitare il loro compito.

Una delusione per turisti

Il bacino d’acqua del Mar Morto, così come l’intero territorio circostante, è costellato di siti sacri a ebrei, musulmani e cristiani. Basti pensare agli “itinerari” percorsi da Gesù, che fu battezzato nel Giordano, camminò sulle acque del mare di Galilea e moltiplicò pani e pesci sulle sue rive. Il celebre filosofo Mosè Maimonide è sepolto lungo la riva del Mar Morto, dove tra l’altro un tempo si narra che sorgessero le città di Sodoma e Gomorra.

Decine, se non centinaia, di siti iconici e degni di essere ricordati nella storia umana; lo stesso però non si può dire del mare stesso. Per i visitatori con grandi aspettative, le scene possono essere scioccanti. Eppure la realtà è che stiamo lentamente perdendo un patrimonio naturale degno di nota.

“Sbattendo le palpebre mentre si passa sul ponte Allenby, che collega Jordan e la West Bank, ti mancherà totalmente la vista del fiume Giordano”, ha detto Gidon Bromberg, il direttore israeliano di EcoPeace, un’organizzazione israelo-palestinese ambientalista.

Evaporazione imminente

Una delle maggiori fabbriche situate sulla costa.

Il Mare di Galilea, la principale fonte d’acqua di Israele, è grande la metà del lago di Garda, ma anni di siccità hanno ulteriormente abbassato la sua superficie. Ancora più preoccupante, però, è la situazione del Mar Morto. Con la sua alta concentrazione salina e la profondità rispetto al livello del mare, il processo di evaporazione sta avvenendo con una velocità impressionante.

I meteorologi israeliani hanno previsto all’inizio di dicembre che i prossimi mesi sarebbero stati molto più secchi rispetto a un inverno medio, prolungando una siccità già travagliata per entrambi i bacini. A partire dall’ultimo calcolo, il livello dell’acqua nel Mare di Galilea era a 703 piedi (214 metri) sotto il livello del mare, mentre il Mar Morto sfiora ormai i 415 metri, in entrambi i casi in zone di non ritorno, sotto il punto in cui gli ecologi prevedono danni all’ecosistema e alla qualità dell’acqua.

Una vista satellitare del Mar Morto.

A complicare le cose, l’incessante viavai delle industrie israeliane che – per procurarsi cloruro di potassio e altri minerali -, tartassano senza tregua il Mar Morto. La situazione è tragica, ma sta agli stati d’Israele e Palestina decidersi sul da farsi: sfruttare un pozzo destinato a prosciugarsi nel giro di pochi anni, oppure impegnarsi a mantenere stabile la struttura delle acque che per millenni non hanno mai esitato a scomparire.

 

Meowlow

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