Una guerra commerciale potrebbe scatenarsi tra UE e USA, complice la decisione di Trump di tassare le importazioni di acciaio e alluminio. L’Europa minaccia ripercussioni, ma se ci fosse un’escalation di protezionismo in tutto il globo, le conseguenze sarebbero catastrofiche per tutti.

Tira aria di guerra tra Europa e Stati Uniti. Il casus belli è rappresentato dai dazi doganali che il presidente americano, Donald Trump, ha introdotto sulle importazioni di acciaio e alluminio. Le tariffe, che avranno effetto dal prossimo 23 marzo, colpiranno tutti i partner commerciali degli Stati Uniti, fatta eccezione per Messico e Canada, i quali saranno temporaneamente esentati per via delle trattative in corso tra i tre paesi, sulla modifica del NAFTA (il trattato di libero scambio tra i paesi dell’America settentrionale). Durante la sua campagna elettorale, The Donald aveva promesso di imporre tariffe e barriere commerciali su tutti i prodotti di importazone e di mettere fine alla lunga tradizione liberista americana, cominciata nel secondo dopoguerra. Il motivo: ridurre il deficit commerciale.

Il presidente USA, Donald Trump, al momento della firma degli atti legislativi che daranno il via all’imposizione di dazi su alluminio e acciaio il prossimo 23 marzo.

La decisione di Trump potrebbe avere importanti ripercussioni sulle economie di Unione Europea e Giappone, al momento i maggiori esportatori di alluminio e acciaio verso gli Stati Uniti. Lo scorso 9 marzo, Cecilia Malmström, commissario europeo con delega al commercio, ha incontrato Hiroshige Seko, ministro giapponese per il commercio, e Robert Lighthizer, il rappresentante per il Commercio estero degli Stati Uniti, per chiarire la questione ed eventualmente negoziare un trattamento commerciale di favore. Malmström ha inoltre espresso le sue perplessità sulla mancanza di chiarezza, da parte degli USA, sulla disparità di trattamento riservata ai partner. Infatti, oltre a Canada e Messico, che sono (momentaneamente) esentati dai dazi per via del NAFTA, anche l’Australia potrebbe essere graziata da Trump: il presidente ha avanzato una tale ipotesi tramite un tweet.

Cecilia Malmström, commissario europeo per il commercio. Fonte: Politico.

L’Unione Europea non ha escluso rappresaglie, e anzi ha avanzato la possibilità di applicare dazi a sua volta, su prodotti importati dagli USA. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha nominato le moto Harley-Davidson e il Bourbon tra i beni che potrebbero essere ‘penalizzati’, non a caso prodotti in stati di dominio repubblicano. Ciò che in realtà Bruxelles auspica è un passo indietro da parte dell’esecutivo americano, ma dalla Casa Bianca non arrivano messaggi rassicuranti. Con un tweet del 10 marzo, Donald Trump minaccia di nuovo l’Europa: se dovessero esserci nuovi dazi su prodotti americani, il governo statunitense colpirebbe il settore automobilistico del Vecchio Continente. Tuttavia, Trump non ha considerato che tutte le principali case europee hanno già stabilimenti di produzione sul suolo americano, per foraggiare le vendite locali, pertanto la sua minaccia potrebbe risultare non credibile.

Le celeberrime moto Harley-Davidson potrebbero subire enormi rincari in Europa, se le minaccie della Commissione Europea si rivelassero credibili

L’imposizione di dazi su alluminio e acciaio potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il valore totale delle esportazioni di alluminio e acciaio verso gli USA è stato di €6,4 miliardi (fonte: il Sole24Ore), qualora le tariffe di Trump fossero applicate, l’export si ridurrebbe drasticamente per il 2018, creando un danno economico di milioni di euro per Italia, Francia e Germania. Se la guerra commerciale si estendesse anche su altri mercati, le perdite sarebbero incalcolabili. I dazi su acciaio e alluminio potrebbero creare enormi disagi anche alle industrie americane: i prezzi delle materie prime salirebbero, così come i costi di produzione, generando un drastico calo delle vendite. Lo stesso partito Repubblicano, da sempre strenuo sostenitore del liberismo, teme che l’introduzione delle tariffe possa ridurre, se non annullare, i vantaggi dei tagli alle tasse emanati dallo stesso Trump, e potrebbe addirittura opporsi durante le prossime sedute del Congresso.

Mentre i toni di voce tra le due sponde dell’atlantico sembrano alzarsi sempre di più, l’Economist lancia un appello alle due potenze economiche al fine di evitare una guerra commerciale. Secondo la testata inglese, il battibecco tra UE e USA potrebbe innescare una tremenda escalation di protezionismo in tutto il globo. Infatti, se anche Cina e Giappone decidessero di innalzare barriere alle importazioni, le conseguenze sull’economia mondiale sarebbero catastrofiche: paesi come l’Italia, le cui economie dipendono dagli scambi commerciali, registrerebbero enormi perdite in termini di PIL.

R. Daneel Olivaw

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