Originale sperimentazione della Polizia di Stato che a Venezia e in altre città predisporrà la presenza di due agenti cinesi da oggi fino al 17 giugno.

Come ogni estate le forze dell’ordine si trovano a fronteggiare la pacifica invasione di migliaia di turisti provenienti dalla Cina pronti ad ammirare le bellezze che il nostro paese offre a tutto il mondo. Quest’anno però c’è una novità: la Polizia di Stato ha deciso di “arruolare” per il periodo in cui il flusso di turisti cinesi è maggiore due agenti cinesi in alcune città. Il loro compito? aiutare i loro connazionali a districarsi per le piazze d’italia fornendo loro informazioni in lingua madre. Tutto ciò ovviamente unito ai compiti di sorveglianza. Oltre a Venezia li potremo trovare a Roma, Milano e Prato. Al momento è una sperimentazione, ma se l’esito dovesse essere soddisfacente è lecito aspettarci di trovare entro i prossimi anni vere e proprie pattuglie cinesi di stanza nelle più importanti città d’Italia.

Venezia, 30/05/18 – Poliziotti cinesi idi ronda in Piazzza San Marco assieme ai Carabinieri
©Marco Sabadin/Vision

Siamo chiaramente di fronte a un nuovo fenomeno generato dalla                    globalizzazione, termine con il quale intendiamo quell’insieme di fenomeni che hanno portato alla connessione economica, sociale e culturale di molte aree del mondo. Internet ne è l’esempio più lampante, grazie al web è diventato possibile condividere con chiunque cultura, musica, video, ma non solo. Un esempio di globalizzazione economica sono i circuiti internazionali di credito, come Visa o Maestro, che permettono pagamenti in tutto il globo senza bisogno di convertire la propria moneta nelle varie valute. I fenomeni che hanno fatto da motore alla globalizzazione sono decine se non centinaia; voli transatlantici, il telefono, o anche banalmente Spotify o Netflix, che permettono la circolazione di prodotti culturali in brevissimo tempo.

La globalizzazione, come ogni fenomeno, oltre a delle cause ha anche degli effetti. La delocalizzazione delle produzioni per esempio ha cambiato radicalmente l’economia mondiale. avere trasporti intercontinentali e mezzi di comunicazione veloci ed efficienti reso possibile spostare la produzione di beni verso paesi anche lontanissimi. La Piaggio fino agli anni ’80 produceva i propri scooter solo in Italia, dopodichè venivano imbarcati e spediti in tutto il mondo. Oggi invece c’è una fabbrica in quasi ogni paese. La delocalizzazione ha abbattuto i costi di produzione, sopratutto della manodopera, aumentando così i profitti per i titolari delle aziende.

Uno dei tanti studiosi che si sono occupati di globalizzazione è Marc Augé, il quale ha coniato il termine “non luogo”. I non luoghi sono per definizione punti di accumulo e non di aggregazione. In termini più chiari si tratta di posti, come aeroporti o supermercati, che sono privi di tradizione o cultura storica e che si ripetono uguali in tutto il mondo. L’aeroporto di Malpensa e quello di Pechino hanno nomi diversi, chiaro, ma i loro ambienti sono nella sostanza uguali: entrambi ti propongono una serie di negozi dai quali devi obbligatoriamente passare prima di arrivare al volo scelto. Sono luoghi non predisposti all’aggregazione e all’incontro tra le persone, ma al transito momentaneo. I non luoghi non creano cultura, non hanno fini produttivi e non ospitano attività associative. È interessante notare come i poliziotti cinesi di cui si parlava prima possano essere in qualche modo considerati dei non luoghi. Piazza San Marco, come tutte le piazze, è l’opposto di un non luogo: ha radici cultuali, crea associazione ed è unica in tutto il mondo. Immaginatevi ora l’arrivo di un cinese in Italia per la prima volta; lingua completamente diversa, posto diverso e gente diversa. Arrivi alla meta dei tuoi sogni, piazza San Marco, ma da lì il caos, come muoversi per venezia?, Dove si prende il vaporetto?, Dove mangiare a poco? Poi l’apparizione, un mio connazionale in divisa, posso parlargli nella mia lingua e tutto diventa più familiare, proprio com’era in aeroporto…

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