PIANETA CARCERE: morire in prigione

0
339

La morte di un ragazzo a San Vittorie punta i riflettori su un fenomeno sempre più grave e purtroppo ignorato dalle istituzioni.

Tre suicidi in carcere nell’ultima settimana. L’ultimo quello di un ragazzo di appena 20 anni, detenuto per rapina. Si è ucciso nella sua cella.
Si tratta dell’ultimo di una lunghissima, triste lista di suicidi: nel 2017 se ne contano oltre 50, e negli ultimi dieci anni si arriva quasi a 1000, a cui aggiungere circa 10000 atti di autolesionismo che non hanno portato alla morte.

Non è accettabile che un detenuto di suicidi in carcere. 
Il carcere non è il luogo dove perdere ogni speranza nella vita. 
E’ anche un problema di sicurezza: il detenuto è per definizione nelle mani dello Stato, che ha la responsabilità di sorvegliarlo, e quindi anche di impedire questi atti estremi.
La mancanza di controllo dell’ordinamento penitenziario riguardo ai suicidi significa che non vi è un controllo adeguato nemmeno con riguardo ad altri comportamenti (se invece che un suicidio fosse un’aggressione? Negli ultimi dieci anni sono oltre 8000 quelle denunciate, e di certo quelle avvenute sono molte di più).

I tassi di suicidio, tra i detenuti ma anche tra membri della polizia penitenziaria (ben 56 negli ultimi 3 anni) indicano come il problema non sia però solo di sicurezza, ma di umanità del carcere. Per tanti, troppi, la vita diventa insopportabile, il carcere diventa inumano, i rapporti personali si lacerano e si distorcono, si perde la speranza.
Manca spesso una forma di supporto psicologico o psichiatrico, e ci si limita ad imbottire i detenuti di psicofarmaci; li assume un detenuto su tre, secondo alcuni studi. E con quello che costano, quanti continueranno ad assumerli una volta scontata la pena?

Tacciano per una volta gli ignoranti che sostengono che in carcere si stia bene, che i detenuti sono trattati troppo bene. Tra sovraffolamento, inidoneità delle strutture e dei mezzi utilizzati e una cronica mancanza di risorse e personale, le carceri italiane sono una realtà estremamente provante, per detenuti ed agenti.
E’ tempo che le istituzioni smettano di far finta di niente e che i politici smettano di considerarlo come un problema marginale (http://www.ilsuperuovo.org/badpaese-ma-i-problemi-sono-sempre-altri/): dal carcere devono uscire cittadini rieducati, non salme.

NANBU

Comments

comments