Il Pelo nell’Uovo – Omnia vincit Amor, praeter Salvini

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(Fonte: Il Post)

Va bene, non pensavo avrei mai scritto qualcosa del genere. Ma siamo nel 2018, quindi forza e coraggio. Fino al 4 marzo – se lo volete – potete vincere un caffè a tu per tu, un post sui social o una telefonata con Matteo Salvini. No, scusate, con ‘Il Capitano‘. E’ così che si fa chiamare nel nuovo gioco a premi politico ‘VinciSalvini‘.
Ve lo spiego subito, così potete smettere di leggere e correre subito a partecipare. Bisogna andare sul sito di Matteo Salvini e iscriversi a ‘VinciSalvini‘. Una volta registrato, dovrai bombardare di like ogni post del Capitano il più velocemente possibile, senza nemmeno leggere ciò che scrive. Il più veloce della giornata riceverà una telefonata da Salvini e un post con la sua foto incorniciata sui canali social del leader leghista. I vincitori della classifica settimanale, invece, avranno l’onore di avere un dialogo con Matteo, gustando un buon caffè e registrando un video che testimoni lo spettacolare evento. Una volta a settimana, Salvini smette di essere un composto inorganico di slogan e pixel e si fa uomo in mezzo a noi. Nel nome della Fornero, della Flat Tax e dei ‘buldozer on campo Rom’, amen.

Matteo non è nuovo al mondo dei quiz a premi. Nel 1985, all’età di 12 anni, partecipò a ‘Doppio Slalom‘, un ‘game show’ per ragazzi condotto prima da Corrado Tedeschi e poi da Paolo Bonolis. Alle domande del presentatore, Salvini dimostrò di possedere ottime conoscenze in svariati campi: seppe dire, per esempio, chi era il ministro degli Esteri di Gorbaciov (Eduard Shevardnadze) o l’appellativo di Greta Garbo (la ‘Divina’).

Poi, fu la volta del 1993 con ‘Il Pranzo è Servito‘, trasmissione televisiva in onda su Canale 5 e condotta da Davide Mengacci. Matteo, che ha ormai 20 anni, è però divenuto l’ombra di quel ragazzino tanto preparato, umile e sveglio. Alla domanda di Mengacci, Salvini risponde:

Di professione nullafacente, iscritto all’università in attesa di dare esami“.

Pare che Einstein, sentita quest’affermazione, abbia esclamato “Due cose sono infinite: l’universo e l’attesa per la laurea di Salvini. Della prima non ne sono ancora sicuro“. All’università degli Studi di Milano comincia il suo percorso accademico iscrivendosi a Scienze Politiche. Poi capisce che la politica è meglio praticarla: sempre nel 1993, dopo tre anni di militanza in Lega Nord, diventa consigliere comunale di Milano. Allora decide di studiare Scienze Storiche, per avere una ferrea preparazione sul passato ed essere pronto a cambiare il futuro. Ma la frase pronunciata davanti a Mengacci si rivela una profezia: la sua laurea, a 5 esami dal termine, diventa un sogno. Fuori corso per svariati anni, nel 2008 dichiara: “Prima la Padania Libera della mia laurea!
E nel 2018, via il Nord dalla Lega, perché in campagna elettorale l’Italia è anche Centro e Sud. Ma allora, questa Padania libera e questa laurea quando arriveranno? Mistero della fede. In Matteo.

Questi retaggi televisivi Matteo se li porta dentro, sino a compiere questo passaggio da social-democratico padano a social media manager che renderebbero fieri Giorgio Mastrota e ‘Il Baffo‘ Da Crema. Un’operazione di marketing molto semplice senza precedenti in Italia, come su Facebook ama ricordare la stessa Lega. Che però non sta andando benissimo: da quando è stata lanciata, si sono viste soltanto 6 fotografie e tanti, tantissimi meme.
Altrettanto semplice da comprendere è il fine di quest operazione: nessuno. Per questo sta avendo successo, specialmente nell’epoca di Gino sui social e GniGni a Sanremo. Nessun fine, solo una cosa fatta per. Facile dire ‘lo fa per prendere qualche voto‘, ‘lo fa per farsi vedere tra la gente‘, perché Salvini queste cose le fa anche senza un gioco a premi. E ci ha dimostrato che per far leva sulle masse può fare anche meglio, vedi il caso Kalergi.

Scusate, forse ‘non tutti sanno che…’ e così via. C’era una volta un negazionista austriaco di nome Gerd Honsik che pubblicò un libro intitolato ‘Addio Europa‘ in cui, con un lavoro certosino di rielaborazione e decontestualizzazione, spiega la verità indiscussa e sconvolgente contenuta nel pensiero del filosofo, politico e conte austriaco Richard Nikolaus di Coudenhobe-Kalergi. Quest’uomo fondò l’Unione Paneuropea nel 1922, con l’intento di dare vita a un’Europa unita in tre ‘semplici’ tappe: cooperazione tra Stati con incontri periodici e decisioni unanimi, unione doganale tra i partecipanti e infine la creazione degli Stati Uniti d’Europa, in cui tutti potessero mantenere le loro autonomie ed essere legati insieme da una grande Federazione poggiata sul conseguimento dell’unità politica ed economica. Vi ricorda qualcosa, vero?
Doveva ricordarlo anche Honsik, specie quando fu condannato nel 1992 e nel 2009 per aver negato l’Olocausto. Invece, basta parlare di posti di lavoro e della crisi tra il 2007 e il 2008, aggiungere l’ascesa dei movimenti politici populisti come un segno delle coscienze che si risvegliano e spruzzare un pizzico di fenomeno migratorio verso l’Europa ed ecco che il ‘Complotto di Kalergi‘, ideato per soppiantare le popolazioni europee con “(…) Un gregge muiltietnico senza qualità e senza coscienza (…) che sia facilmente manipolabile” e causare un “(…) genocidio programmato che tende ad allunnare l’Individuo” è bello che servito.

E ora torniamo al Salvini che nel 1999 fu condannato a 30 giorni di reclusione con la condizionale per aver tirato uova in faccia a D’Alema e al Matteo fervente sostenitore del malefico ‘Piano Kalergi‘. Da pochi contenuti interpetati male a nessun contenuto. Il caffè, il video, la foto, sono cose inutili nel mondo della politica. Ma se Berlusconi si è venduto bene tra canzonette e ‘patti con gli italiani‘ in diretta televisiva, perché non riprovarci quasi trent’anni dopo con altri mass media? Tanto, un “gregge multietnico senza qualità e senza coscienza che sia facilmente manipolabile” lo vota lo stesso un Salvini che commette un “genocidio programmato” di neuroni italiani.

Lasciatemelo dire. La maggior parte degli elettori che partecipa a questa competizione social non ha niente da dire. Per loro, è solo una cosa divertente. Sono elettori che andranno a votare e si lamenteranno di una serie di cose, senza mai chiedersi quali siano le soluzioni migliori, perché non lo sanno. Sono quelli che dopo un ‘bruciamoli tutti‘ e un ‘Fornero merda‘, non sanno che altro dire. Sono quelli che nemmeno riescono a pronunciare correttamente la parola ‘Flat Tax‘.
E allora chiudiamola qui, tra zero contenuti e inutili parole. Con il film di Tornatore ‘Baarìa‘, citando il dialogo ermetico ed emblematico tra due protagonisti del film, in lotta per la donna amata.

Lei: “Parlate, parlate! Fermi, parlate, parlate!”
Lui: “Eh, e parliamo!”
L’altro: “Eh, parliamo!”
Lui: “Parliamo”.
L’altro: “Parliamo. Ma che ci dobbiamo dire?”
Lui: “Sta minchia!”

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