E’ morto Liu Xiaobo, nobel per la Pace di Piazza Tienanmen

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Il dissidente cinese stava scontando 11 anni di carcere per le sue prese di posizione contro il governo. Si è spento all’età di 61 anni a causa di un cancro al fegato. Nel 2010 era stato insignito del Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nella promozione dei diritti umani.

L’attivista per i diritti umani e dissidente cinese Liu Xiaobo, Premio Nobel per la Pace 2010

CINA – Liu Xiaobo, attivista per i diritti umani e dissidente politico, è morto il 13 giugno scorso all’ospedale di Shenyang, dove era stato trasferito il 26 giugno scorso per l’aggravarsi delle sue condizioni: a maggio gli era stato diagnosticato un cancro al fegato in fase terminale. Il trasferimento era avvenuto su libertà condizionata: Xiaobo stava infatti scontando 11 anni di carcere per “incitamento al sovvertimento dello Stato“. Numerose voci si erano levate nel tentativo di portare l’attivista fuori dal Paese, ma la risposta di Pechino era sempre stata fermamente negativa.

Xiaobo, laureato in letteratura e invitato più volte da prestigiose università americane come docente in visita, era rientrato in Cina dagli Stati Uniti nel 1989 per partecipare alle proteste di Piazza Tienanmen. Convinse molti studenti e manifestanti a lasciare quel luogo quando il governo decise di inviare l’esercito, limitando così un massacro di cui ancora oggi non si ha un numero certo di vittime.

Liu Xiaobo insieme alla moglie, la poetessa Liu Xia, attualmente agli arresti domiciliari

Il 10 dicembre 2008, in coincidenza con il 60° anniversario dalla pubblicazione della ‘Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo’ (redatta Parigi il 10 dicembre 1940), è stata pubblicata online la ‘Charta o8‘, un manifesto firmato da circa 300 intellettuali la cui redazione era stata coordinata e promossa da Liu Xiaobo e il cui nome era ispirato alla ‘Charta 77‘, scritta negli anni Settanta dai dissidenti cecoslovacchi. Il documento conteneva la richiesta di 19 riforme dell’assetto politico-costituzionale cinese volte a migliorare l’effettiva applicazione della democrazia e dei diritti umani, con una particolare attenzione rivolta alla separazione dei poteri e alle libertà di espressione e di stampa.

E’ stata proprio la ‘Charta 08’ a costargli la condanna a 11 anni di carcere nel 2009 per ‘attività dirette al sovvertimento dell’ordine’, ma grazie ad essa nel 2010 Liu Xiaobo è stato insignito del premio Nobel per la Pace, che naturalmente non ha potuto ritirare di persona. All’annuncio del vincitore, il governo cinese ha oscurato il collegamento con la Norvegia ed espresso dissenso verso la scelta dei giudici, censurando la quasi totalità dei riferimenti all’attivista.

A distanza di quasi trent’anni dal massacro di Piazza Tienanmen, uno dei suoi protagonisti, promotore di libertà e di diritti di fatto negati in un regime che tende a soffocare ogni dissenso, muore come prigioniero, ennesima testimonianza che se molto è stato fatto, molto resta ancora da fare.

-Perania

 

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