Minniti a Foggia: dopo il quadruplice omicidio di mafia è emergenza

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Il Ministro dell’Interno Minniti a Foggia dopo l’agguato a San Marco in Lamis in cui sono stati uccisi il boss Mario Luciano Romito, il cognato Matteo De Palma, due testimoni involontari, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani. Sale a 17 il numero delle vittime di omicidio nella zona dall’inizio di quest’anno. Il Procuratore Antimafia Roberti: “Quella pugliese non è una mafia di serie B”

L’auto del boss Mario Luciano Romito

FOGGIA – Il Ministro dell’Interno Marco Minniti si è recato a Foggia per testimoniare la vicinanza e l’attenzione dello Stato in seguito all’agguato del 9 agosto scorso, avvenuto nei pressi della stazione di San Marco in Lamis, che ha portato alla morte di quattro persone. Nella giornata di oggi si terrà una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che sarà presieduta da Minniti e vedrà la presenza del Governatore della Puglia Emiliano.

L’obiettivo degli assassini era Mario Luciano Romito, boss cinquantenne dell’omonimo clan, originario di Manfredonia. Alla guida della sua auto c’era il cognato Matteo De Palma, morto anche lui sul colpo. I sicari avrebbero affiancato l’auto del boss sulla strada provinciale 272 e fatto fuoco con un kalashnikov e un fucile da caccia. A fare le spese di questo regolamento di conti sono stati due fratelli, Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e 43 anni, testimoni per caso dell’efferato omicidio e dunque unicamente colpevoli di aver visto qualcosa che non avrebbero dovuto vedere. Dopo aver ucciso il boss e suo cognato, i sicari si sono lanciati all’inseguimento del Fiorino su cui viaggiavano i due fratelli, di professione contadini, e hanno ricominciato a sparare, assicurandosi che nessuno rimanesse in vita.

 

Il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti

Con questo episodio sale a 17 il numero delle vittime di omicidio dall’inizio di quest’anno nella sola zona di Foggia. Il più recente aveva visto come vittima Omar Trotta, un ristoratore 31enne originario di Vieste, freddato nel suo locale. Non si tratta però di un’escalation di violenza limitato all’ultimo periodo. In merito a ciò, il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti ha commentato: “La criminalità pugliese, e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una ‘mafia di serie B’, ma le faide tra clan vanno avanti da 30 anni, ci sono stati circa 300 omicidi e l’80% di questi è rimasto impunito.

I fratelli Luciani ingrossano ora le file, sempre più folte, delle vittime innocenti delle mafie. In segno di solidarietà, la rete di associazioni antimafia Libera ha fatto sapere che le manifestazioni del prossimo 21 Marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, avranno il loro fulcro proprio a Foggia.

-Perania

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