Son stati scoperti nelle profondità del Mar Tirreno sette nuovi vulcani appartenenti alla catena del Palinuro, estesa nel Sud Italia per più di 90 chilometri e larga 20.
Secondo i dati raccolti, la catena ora sarebbe di dimensioni maggiori rispetto le isole Eolie e di tutti gli altri vulcani del Mar Tirreno.
Essi presentano caratteristiche compatibili con l’apertura di bacini oceanici in cui si crea nuova crosta terrestre a cause della risalita del magma, e sembrerebbero stati attivi tra 300.000 e 800.000 anni fa, anche se non esclude che ci possa essere stata attività più recente. Oggi sono collocati in una zona di anomalia termica sottomarina e presentano attività idrotermale.

 

La scoperta è il risultato di ricerche oceanografiche condotte negli ultimi anni grazie alla collaborazione di vulcanologi, geofisici e geologi marini ed è stata pubblicata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr) e Istituto neozelandese di Scienze geologiche e nucleari (Gns)

“La ricerca è iniziata con l’analisi di ogni singolo edificio vulcanico, per poi concludersi con la modellazione dei dati geofisici e morfo-strutturali sull’intera struttura crostale”, aggiunge il ricercatore Luca Cocchi, che ha curato insieme a Fabio Caratori Tontini del Gns la modellistica geofisica. “Lo studio è ancora all’inizio. La conoscenza della storia eruttiva di questi vulcani è ancora parziale e necessita di ulteriori dati e ricerche oceanografiche”.

 

 

– Tita

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