Mar Mediterraneo tra i più inquinati al mondo: rovinate il 40% delle spiagge

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Pubblicato il rapporto annuale ‘Goletta Verde’ di Legambiente: il 40% delle spiagge controllate risulta inquinato. Colpa della mala gestione degli impianti di depurazione o della loro totale assenza. E il Mediterraneo si conferma come uno dei mari più inquinati al mondo.

La Goletta Verde di Legambiente

Come ogni anno, il rapporto Goletta Verde, pubblicato sul sito di Legambiente, fotografa una situazione molto delicata per quanto riguarda le spiagge e i tratti marini d’Italia. Infatti, su 260 campioni di acqua marittima prelevati dall’associazione, ben il 40% risultano inquinati a livello microbiologico, ovvero superano il contenuto microbico stabilito dalla legge per le acque balneabili. Di queste, 38 conquistano il titolo di malati cronici, ossia tratti di mare inquinati da almeno 5 anni consecutivi, nonostante le segnalazioni e gli esposti di Legambiente. La colpa di tale situazione è sicuramente da imputare alla mancanza, in molte città, di adeguati impianti di depurazione delle acque, che così scaricano in mare indiscriminatamente. A confermare questa supposizione è il ritrovamento di chili di assorbenti e circa 7000 coton-fioc sui tratti di costa vicini agli scarichi fognari, causato dalla cattiva abitudine di gettare questo tipo di rifiuti nel WC.

La situazione rischia di pregiudicare seriamente la salute dei bagnanti delle zone inquinate. Anche se dichiarate non balneabili, infatti, molte zone sono comunque molto frequentate a causa della mancanza di un’adeguata segnaletica.

A pesare infine sulla salute del Mediterraneo sono alcuni fenomeni legati al surriscaldamento climatico, come l’aumento della temperatura dei mari e l’aumento del livello di salinità del mare. Tali condizioni permettono la proliferazione di specie aliene al territorio, in particolar modo pesci tossici e alghe infestanti, con la conseguente distruzione dell’ecosistema preesistente.

Con questi presupposti, non è inimmaginabile un futuro dove non si potrà più fare il bagno nello splendido mare italiano. Non servono solamente provvedimenti a livello governativo, per provvedere a fornire di depuratore le zone mancanti o per ripulire le zone inquinate. Occorre sensibilizzare la popolazione, a partire dai più piccoli, sui rischi dell’inquinamento marino e sulle semplici norme di comportamento che aiuterebbero a tenere pulite la spiaggia e il mare.

-EnricDeBlessed

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