L’assurda moda di mangiare la propria placenta: tra disinformazione e lucro

0
377

L’assurda moda di mangiare la propria placenta che sta spopolando negli USA non dà alcun beneficio, anzi ci sono pericolosi rischi di infezione. Il Signor Distruggere commenta in esclusiva per Ecce Ovo.

Conservare la placenta umana dopo il parto per portarla a casa e mangiarla nelle modalità più svariate: cotta, disidratata o in capsule. La pratica non è un fenomeno isolato: si sta diffondendo a macchia d’olio tra le neo-mamme degli Stati Uniti. La placenta è l’organo temporaneo deputato agli scambi metabolici tra madre e feto durante la gestazione, ingerirla non provoca alcun beneficio (come sostengono invece le neo-mamme), ma al contrario può risultare molto dannoso.

Ma perché qualcuno dovrebbe abbracciare questa proposta? Che abbiano interpretato male l’etimologia di questa parola? Tutto può essere. ‘Placenta’ in latino significa focaccia e nella lingua italiana è stata così detta perché ha l’apparenza di una focaccia, non perché si debba mangiare.

I fattori che hanno contribuito al diffondersi di questa assurda pratica sono svariati, ma tra i principali c’è sicuramente la mancanza di una cultura scientifica o più propriamente l’arma a doppio taglio del web, che se da un lato ha reso l’informazione accessibile a tutti è stato anche un campo fertile per il proliferarsi della disinformazione. Infatti è proprio dal web che le neo-mamme vengono a conoscenza di tale pratica, il numero di blog che incitano e spingono ad abbracciare tale pratica, con argomentazioni deboli o inverosimili o, nella maggior parte dei casi, totalmente assenti è enorme. Si tratta di ignoranza mascherata da finta informazione alternativa, in quanto le soluzioni facili che non prevedono lo studio e la ricerca sono anche le più gettonate.

Queste neo-mamme ritengono che apporti innumerevoli benefici, come favorire il riequilibrio degli ormoni, migliorare la produzione di latte, aiutare l’utero a contrarsi per tornare alle dimensioni originarie. Tale convinzione nasce dall’idea che esista una sorte di legame ”mistico” tra madre e placenta. Queste le parole che troviamo in uno dei blog che promuove la pratica: “Esiste un modo per trarre giovamento dalla placenta fino in fondo, fino a riprenderla dentro di sé, sfruttando per sé e il proprio piccolo le incredibili riserve di ferro e ormoni che contiene questa parte che che cresciamo dentro di noi per nove di mesi e che nella quasi totalità dei casi, le donne che hanno appena partorito non vedono nemmeno“.

Ma cosa comporta esattamente ingerire quest’organo temporaneo? Sull’American Journal of Obstetric and Gynecology è stato pubblicato uno studio dal quale è emerso quanto sia difficile sradicare dalla placenta virus come l’HIV, Zika e quelli legati all’epatite. Nel mese di giugno i Centers for desease control and prevention degli Stati Uniti hanno portato l’attenzione sul caso di un neonato che aveva contratto l’infezione da streptococco di tipo B -un batterio che può infettare a qualsiasi età, ma può diventare pericoloso nel neonato- dopo che la madre aveva consumato capsule di placenta contaminate da questa forma batterica. E’ stata la “prova solida che le capsule della placenta contaminate possono essere una fonte di infezione“, ha dichiarato Amos Grunebaum, ostretico e ginecologo presso il New York-Presbyterian e il Weill Cornell Medical Centre di New York. (fonte Repubblica.it)

Un altro fattore da tenere in considerazione è quello economico. L’uomo riesce a lucrare su qualsiasi cosa e ormai si è creato un vero e proprio business della placenta: stanno diventando sempre più numerose le aziende che offrono la preparazione della placenta in capsule e il costo varia dai 200$ ai 400$.

Il fenomeno ha una notevole rilevanza anche in Italia, dove in diversi gruppi chiusi di Facebook  le madri discutono di come cucinare la propria placenta, come produrre dolci con il proprio latte, come ricavare gioielli dal cordone ombelicale. Si preoccupano indignatissime della diffusione della “teoria gender” nelle scuole, mentre si occupano di come produrre torte splatter a tema parto.

A scovare questo mondo è “Il Signor Distruggere” ormai conosciutissimo per la sua pagina seguita da oltre 500.000 persone. Il suo lavoro è stato oggetto anche di una pubblicazione dell’Espresso. “Il Signor Distruggere -spiega- è il mio alter ego, non ha fatto altro che mostrare il mio lato più umano…nel privato sono peggio, lo possiamo definire come un cattivo-buono.”

Gli screen di questi post suscitano a primo impatto un riso amaro, dietro al quale si sviluppa l’idea di quanto siamo ancora lontani da una società consapevolmente informata, “La speranza che siano dei falsi ci fa andare avanti“. Mettono in luce la responsabilità che i social hanno nella proliferazione di comportamenti irrazionaliIo sono sempre stato molto critico nei riguardi delle bufale online . Viviamo un periodo storico e politico dove regna l’incertezza. Quindi l’ago della bilancia è, di fatto, succube delle bufale. Non tutti hanno gli strumenti intellettivi per riconoscerle, ma tutti hanno diritto di voto. Alcune signore, in quei gruppi, preferiscono bruciare assorbenti fuori dal terrazzo invece di seguire la terapia per la fertilità prescritta dal medico. Colpa dei sociale o colpa degli imbecilli che vi soggiornano? Rubando il termine al signor Eco“. (fonte Espresso.repubblica.it)

Rispetto al lavoro di mostrare questo mondo surreale “Il Signor Distruggere” dichiara in esclusiva per Ecce Ovo: “Continuo a mostrare  questo mondo macabro per hobby, non ho interessi, né benefici psicologici nel farlo“. E in merito al diffondersi del ‘fenomeno placenta’ commenta “E’ una pratica che mi dicono essere nata negli USA. La placenta è ricca di ferro e proteine, per questo si ritiene che faccia bene cibarsene. Il perché sia uscita questa stravaganza oggi è un mistero antropologico, che però ci aiuta a selezionare le persone con cui poter avere un dialogo da quelle con cui è meglio evitare“.

-pincorno

Comments

comments