Ksenia Sobchak: una nuova contendente al titolo di leader della Russia

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Cosa succede quando un peso piuma della politica riesce a scavalcare la folla e a sfidare le più alte istituzioni? Il suo nome è Ksenia Sobchak, ed è al momento l’unica persona che – oltre a Putin – sia riuscita a fare i primi passi su quel ring caotico che è il mondo politico russo.

Un volto giovane e determinato, gran parte della vita passata nelle file dell’opposizione, e un gusto nel vestire degno dei migliori stilisti. Nel 2018 potrebbero essere due tacchi a spillo a fare il loro ingresso in Russia, al Cremlino.

Ma chi è esattamente Ksenia Sobchak? Ciò che la rende speciale sono, infatti, le sue origini. Figlia dell’ex sindaco di Pietroburgo – a detta di molti, il mentore politico di un allora giovane Vladimir Putin -, si dedica inizialmente all’alta moda e ad apparire in foto provocanti. Nel giro di pochi anni saranno molti i giornali che la chiameranno “la Paris Hilton russa“.

Ksenia Sobchak durante una protesta contro le forze armate.

Poi la svolta. Nel 2011 abbandona le boutique d’alta moda per imbracciare i cartelloni di protesta contro il governo vigente. Ed è così che conosce Ilija Jashin, forte oppositore di Putin e, all’epoca, compagno di Ksenia. I due si riconoscono l’uno nell’altra, e ai media nazionali questo piace. E come potrebbe essere altrimenti? Due personaggi stravaganti che urlano ingiurie sul Cremlino tenendosi mano nella mano fa sempre scalpore.

Successivamente Ksenia si sposterà sul mondo virtuale, arrivando ad avere quasi 6 milioni di follower su Instagram. Il panorama mediatico la apprezza, e il suo spostamento da parlare di make-up a trattare di politica interna è così graduale che persino il governo se ne accorge quando la frittata è ormai fatta. La gente la acclama, e la sua figura indubbiamente buca lo schermo. Ma non è tutto oro quel che luccica.

La Russia che arretra

La gran parte degli scettici non può fare a meno di trovare strana la sua ascesa politica e il suo legame con Putin. I più pensano alla candidatura di Ksenia come a un escamotage del Cremlino per spostare i voti dei giovani e dei dissidenti verso un candidato che la Duma sia in grado di tenere al guinzaglio. E anche la carta del genere sessuale non gioca a suo vantaggio. In un sondaggio creato dal Levada Center, il 53% degli intervistati ha sostenuto di non credere che una donna possa guidare la Russia.

Lo slogan adottato da Ksenia: “против воров”, “Contro i ladri”.

Malgrado ciò, tutto è ancora possibile. Ksenia Sobchak, in una recente intervista, ha dichiarato: “Il Cremlino cercherà di usare la mia campagna come una legittimazione delle elezioni, ma io non ho intenzione di fare il loro gioco.” I più autorevoli siti di informazione danno per certa la ricandidatura di Vladimir Putin e, neanche a dirlo, il quarto mandato sarà un obiettivo facile da ottenere. Con gran parte delle reti di informazione al suo fianco, l’attuale capo di stato non ha che da preoccuparsi di ottenere una vittoria “eccessivamente” schiacciante.

Eppure Ksenia non è un peso inutile della scena politica. Anzi.

Basta fare qualche passo indietro per vedere l’impossibilità per una donna di poter solo sognare di candidarsi. Oggi alziamo lo sguardo e vediamo una giovane dissidente in tailleur di Prada che tratta temi scottanti: i costi velati dell’annessione della Crimea, l’influenza negativa della Chiesa ortodossa russa sulle questioni governative, lo scandalo dei prigionieri politici, l’inquinamento nucleare nascosto, i giudici corrotti, il monopolio del governo sulla televisione.

Ksenia è quindi un peso piuma, è vero, ma resta pur sempre un inizio. Tra complotti di governo e arretratezza culturale e mediatica, forse potrebbe servire una ventata di sfrontatezza accompagnata da un urlo di protesta. E perchè no, imponendosi contro l’ordine costituito, passo dopo passo, così come fece Pietro il Grande che, per costringere il popolo russo a radersi come gli occidentali, mise barbieri e parrucchieri nei posti di blocco della polizia.

Meowlow

 

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