Immortalità: cos’ha da dirci la scienza?

0
168

Uno dei più grandi desideri umani è sempre stato quello di diventare immortali. Con lo sviluppo delle nuove tecnologie gli scienziati e i filosofi stanno investendo molto nella ricerca in questo campo. Secondo i maggiori esperti, le strade praticabili per raggiungere la vita eterna sono due: la prima è il ‘ringiovanimento’, l’altra è rappresentata dal ‘mind uploading’. 

L’oltrepassare il limite della morte naturale è sempre stato un argomento che ha catturato l’attenzione dell’uomo. Oggi, con lo sviluppo delle nuove tecnologie, l’immortalità è un campo in cui scienziati, filosofi, e dirigenti della Silicon Valley investono molto. Attualmente, già centinaia di persone hanno scelto l’alternativa della crioconservazione (ovvero il congelamento del corpo a temperature bassissime), in attesa che i tempi siano maturi e in grado di trovare una soluzione a malattie, o appunto, al superamento della morte stessa. Ovviamente, non abbiamo ancora i mezzi per garantire una vita dopo la morte, e non è ancora chiaro se mai li avremo. In ogni caso però, due strade alternative si sono poste davanti agli occhi dei ricercatori: il ringiovanimento e il ‘mind uploading‘.

Per ringiovanimento si intende una serie di operazioni in grado di ritardare l’invecchiamento cellulare. Il corpo possiede una straordinaria capacità di curare se stesso e gli scienziati si stanno adoperando per supportare il nostro fisico in questo obbiettivo. Per esempio, Saul Villeda, ricercatore in un laboratorio di cellule staminali all’Università della California – San Francisco, ha pubblicato da poco uno studio sui topi e sulle potenzialità del loro sangue. Il plasma di alcuni roditori giovani è stato iniettato nei ratti più anziani, e si è registrato un miglioramento nel loro apprendimento e nel ricordare certi comandi. Quando si è sperimentata l’operazione inversa, ovvero l’iniettare il plasma dei più anziani nel corpo dei più giovani, si è riscontrato un calo nelle loro prestazioni mentali. Esperimenti di questo genere aprono degli scenari interessanti: nel prossimo futuro ci potrebbero essere delle cliniche per il ringiovanimento nelle quali andare per sottoporsi ad una ‘pulizia’ delle cellule. Per esempio si può immaginare che i dottori potrebbero rimuovere le cellule cancerogene, danneggiate e rimuovere i rifiuti accumulati. Con un trattamento del genere, l’individuo sarebbe fisiologicamente più giovane di quando è entrato. Sebbene questa alternativa sia a basso rischio e non sembra impossibile, essa non rimuove la possibilità di traumi e danni esterni. In altre parole, non risolve il problema della morte in sé, in quanto i soggetti potrebbero essere avvelenati o colpiti da un proiettile, ma potrebbero ringiovanire e mantenere un’età fisiologica costante.

Un noto esempio di immortalità

L’altra opzione potrebbe essere il ‘mind uploading’, ovvero scansionare la propria mente in un computer, catturando la nostra vera ‘essenza’, per poi farne il ‘back up‘ in alcuni “drives esterni” in cui si possano stipare tutte le informazioni. Questo metodo presuppone che ciò che costituisce il nostro ‘io’ sia la somma delle informazioni contenute nel cervello e che sia possibile trasferire la suddetta coscienza in qualche sorta di hard-disk organico. Ciò rimane un’affermazione molto controversa, ma trascurando i dibattiti su dove risieda il vero ‘io’, concentriamoci sulla possibilità di replicare il cervello umano in una forma digitale. Ciò che coinvolge di più, dal punto di vista filosofico, è che la realtà in cui la nostra copia sarebbe immersa sarà un mondo virtuale simulato da una macchina, in cui sono riprodotte tutte le nostre attività quotidiane. Saremmo probabilmente in grado di avere delle percezioni, e si spera si potrà passeggiare in una città o sedere in un bar per godersi la brezza mattutina. Anche i ricordi saranno conservati, oltre che alle emozioni, al modo di pensare e di prendere decisioni. La realtà virtuale non sarà come guardare lo scorrere delle vite degli altri in mondo inventato, ma prevede un radicale cambio di prospettiva, in cui si diventa il protagonista assoluto di una realtà alternativa. Inoltre, una volta trascritto, il nostro ‘io’, sarebbe contenuto in varie copie, conservate in luoghi diversi. Solo in questo modo si può arrivare ad una situazione paragonabile all’immortalità in cui si previene la distruzione di tutti i differenti ‘back up’ che contengono ‘l’essenza’ del soggetto.

Esempio di realtà virtuale, a cui si dovrebbe aggiungere il 3D e le percezioni, come il vento.

I dilemmi etici che sia il ringiovanimento e il ‘mind uploading’ sollevano, sono molti: dovremmo innanzitutto occuparci dei mutamenti che provocherebbero nella società. Sorge infatti, il problema dell’accessibilità a questi servizi: non tutte le persone posseggono le risorse per accedervi e ciò farebbe si che l’ineguaglianza tra le persone ricche e povere si inasprirebbe. Inoltre, si dovrebbero utilizzare i sussidi statali per permettere alle persone di diventare immortali o almeno di allungare la propria vita? Chi avrebbe la precedenza nel ricevere i sostegni dallo Stato per sottoporsi a questo tipo di trattamenti? Le persone più meritevoli? Scelte attraverso quale criterio? Inoltre, si pensi ad un’altra enorme conseguenza che questo tipo di tecnologie porterebbe, ovvero la sovrappopolazione.

Ponendo invece l’attenzione su quale delle due alternative sia la più accettabile, dal punto di vista etico, si scoprirebbe che la risposta è il ringiovanimento. Infatti, sebbene esso non ci garantisca completamente l’immortalità, evita di porci dinanzi ad una nuova sfera morale come il ‘mind uploading’. Pensiamo, per esempio, a cosa succederebbe se ci accorgessimo che la condizione virtuale è totalmente diversa da quella biologica da risultare non sopportabile per alcuni soggetti. Si rischierebbe che questi ultimi cadano in uno stato di catatonia o di terrore. Potrebbero questi individui tornare indietro – e quindi condurre una vita biologica per poi ‘morire’ definitivamente – o sarebbero costretti ad una condizione di vita notevolmente inferiore allo stato precedente? Quand’è che la morte diventa il ‘male minore’? Per concludere, si pensi a ciò che comporterebbe una scelta così radicale come il ‘mind uploading’. Non è chiaro infatti quali rischi correremmo nel passaggio tra i due domini, ma quanto significante e ricca di profondità potrà essere una vita copiata più volte. Questi sono questioni a cui non sappiamo ancora rispondere, ma è uno scenario che forse si avvererà, e coinvolgendo molte persone che decideranno di cedere alla seduzione della vita eterna. 

– Cab

                                                                                                                                                                                                                                                                                             

                                                       

Comments

comments