“Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no”. Questa frase, pronunciata da Salvini, fa acqua da tutte le parti.
A cominciare dall’Aquarius, una nave dalla capacità di 550 persone che accoglie a bordo 629 migranti di ogni età. Un’imbarcazione diretta verso l’Italia, deviata in direzione di Malta e da questa nazione respinta, perché “non abbiamo l’autorità d’intervenire”. La Spagna, con il nuovo premier Pedro Sanchez, si è dichiarata disposta a far attraccare l’Aquarius nel porto di Valencia. E Salvini ringrazia con molta cortesia: “Alzare la voce paga”. Quindi, la Lega ha fatto una cosa buona e giusta, Malta è una stronza, la Spagna è l’amico buonista che non sa dire di no.
Eppure, poche ore prima, Salvini ha dichiarato: “Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no”.

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La nave ‘Aquarius’, che trasporta 629 migranti, tra cui 11 bambini e 123 minori non accompagnati

Allora è un dovere di Malta salvare quelle vite. Ma ha deciso di non farlo. Ha deciso d’ignorare quei 629 profughi. Quella nazione menefreghista, che accoglie 7.948 profughi (18,3 ogni 1.000 abitanti), ha deciso di voltarsi dall’altra parte.
E che dire poi della Francia, che nemmeno ha teso una mano e pensa solo a criticare. La Francia, che dona rifugio a 304.500 profughi (4 ogni 1.000 abitanti).
Per non parlare dell’Austria, nazione dal retrogusto nazista, che offre ospitalità solo a 93.200 profughi (10 ogni 1.000 abitanti).
Come dimenticare poi la Germania, con la dittatrice ‘Frau Merkel’ che fa orecchie da mercante. Un paese in cui vivono 669.500 profughi (8,1 ogni 1.000 abitanti).
La Grecia? Macché. Troppo presa dalla sua crisi economica. Così concentrata a risollevare le sorti di metà popolazione che non alza lo sguardo per vedere 629 disperati a bordo di una nave alla deriva. Una nazione sul cui suolo poggiano i piedi 21.500 profughi (2 ogni 1.000 abitanti).
Soltanto l’Italia, che combatte una battaglia solitaria contro questa vile Europa, pensa al bene comune e urla il suo grido di dolore. Non si può trasformare in un campo profughi un paese che accoglie 147.300 profughi sul suo territorio (2,4 ogni 1.000 abitanti). Sono davvero troppi, impossibili da gestire e delinquenti pronti a farci fuori alla prima occasione. La pazienza ha un limite, no?

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Matteo Salvini mostra il Vangelo durante il suo comizio in Piazza Duomo a Milano

E così il nostro prode capitan Salvini, a bordo di un vascello chiamato Italia, solca i mari di un’Europa dimentica del grande Stivale. Del resto, salvare vite è un dovere. Ma nessuno ha mai detto di chi. 629 vite in mare sono eccessive per lo standard italiano.
E poi Salvini lo aveva detto che l’Italia sarebbe potuta essere una nazione migliore. Lo ha giurato con il Vangelo in mano. Un libro sacro, che a lui sta molto a cuore. Un testo che insegna ad amare il prossimo nostro come noi stessi.

Perciò, quando 629 persone sono in mezzo al mare, si chiudono i porti e si delega una responsabilità a un’altra nazione senza interpellato colui o colei che la governa per acordarsi sulle modalità di soccorso, lasciando che sia l’umanità altrui a fare il proprio dovere, poiché quella italiana sta per affondare come molti barconi nel corso degli anni, “(…) il Re, rispondendo, dirà loro: in verità vi dico che in quanto l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”.

Matteo Salvini, 25:35.

Lorenzo Rotella

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