elezioni politiche 2018Sfogliando i programmi politici dei partiti candidati alle elezioni politiche 2018 si ci trova davanti una cosa curiosa: nessuno dei grandi partiti (Pd, Forza Italia e 5 Stelle) ha un vero e proprio programma sugli esteri, eccezione fatta per l’Unione Europea, mentre molto più nel dettaglio scendono forze più o meno minori ed estremiste come la Lega Nord, Liberi e Uguali e Casa Pound. Ora andremo ad analizzare quanto questi partiti han proposto in merito.

Liberi e Uguali

Il partito di Pietro Grasso parla, all’ultimo punto del suo programma, di “Pace e Disarmo”. Non è una vera e propria discussione sulla situazione estera internazionale e sul ruolo dell’Italia quanto più una dichiarazione d’intenti che vuol esser letta nell’ottica del Principio Costituzionale di ripudio della guerra. Ciò a cui punta Leu, stando al suo programma, è una maggiore politica di cooperazione e solidarietà internazionale, descritta senza far riferimenti a organismi sovranazionali, e una riduzione della spesa per gli armamenti. Liberi e Uguali termina parlando della necessità di vietare la vendita di armi italiane all’Arabia Saudita, attualmente in guerra con lo Yemen, e dell’importanza di attivarsi, come paese,  per la promozione del trattato per la proibizione delle armi nucleari.

Casapound Italia

elezioni politiche 2018
Manifestazione di Casapound

Sovranità nazionale e indipendenza sono indubbiamente pilastri dell’azione politica di CPI, e in questo senso il loro programma non poteva esser privo di qualche accenno alla questione esteri, anche se strettamente connessa principalmente sempre all’UE. C’è però un punto che merita attenzione, ed è la proposta di “Chiusura delle frontiere europee alle merci prodotte con concorrenza sleale dalle nazioni che hanno salari e stato sociale fermi al 1800, veto per l’ingresso in UE per nazioni che non hanno salari e stato sociale accettabili”. Non tanto un fatto di trattati e accordi, dunque, quanto più un discorso di dignità del lavoro e regole sulla concorrenza, che dovrebbe estendersi, come si legge, a tutti i paesi dell’Unione Europea, forse in una visione che non chiude ogni possibilità a un mercato comune.

Lega
elezioni politiche 2018

Di contro al programma di coalizione la Lega ha un singolo programma, ampio e variegato, che tocca in modo preciso e dettagliato il tema della politica estera. Il partito di Matteo Salvini, oltre ai noti temi della sovranità nazionale e della chiusura delle frontiere, affronta nel suo programma altri lati della questione estero. Si legge infatti una proposta di apertura alla Russia, non alternativa ma congiunta alla sempre viva alleanza con gli USA (“La distensione ed apertura alla collaborazione coi Russi non dovrebbe essere visto come alternativa o compiuto a discapito del rapporto con gli Stati Uniti d’America, che rimangono l’alleato di riferimento dell’Italia.”), e l’idea di una collaborazione con paesi come Egitto e Israele nella lotta al terrorismo islamico e a quanto a ciò si connette nel Mediterraneo. Sul piano nazionale, in fine, la Lega promuove il ritorno alla leva obbligatoria e gli investimenti sull’industria della difesa, l’esatto opposto di quanto proposto dai partiti dello schieramento opposto.

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