Ripercorriamo le tragiche vicende della Congiura delle Polveri, consacrate dall’opera fumettistica e cinematografica ‘V per Vendetta’, alla luce della teoria monarcomaca, che scuoteva in quegli stessi anni i troni di tutta europa, spalancando la strada non sole alle teorie costituzionaliste, ma anche alle prime ombre dell’anarchia.

Londra, 20 Maggio 1604. La semplice locanda Duck and Drake è il luogo scelto da Robert Catesby per porre le fondamenta della congiura che gli costerà la vita. Assieme a lui, in questo primo momento, Thomas Winter, Jack Wright, Thomas Percy e Guy Fawkes, tutti accomunati dall’adesione alla confessione cattolica e dal disprezzo per la Corona inglese, rea di aver protratto a oltranza, al di là di ogni possibile soluzione pacifica, la persecuzione dei loro fratelli di fede. Il piano è semplice: far saltare in aria il Parlamento, il Re e i suoi figli maschi in occasione dello State Opening, la cerimonia di apertura del parlamento inglese; trentasei barili di polvere nera vennero uno dopo l’altro ammassati in una disordinata cantina ubicata sotto la Camera dei Lord. L’attesa è però lunga, e non priva di eventi. I nomi di Catesby e Fawkes cominciano ad apparire nei rapporti segreti del conte di Salisbury, ma è la notte del 26 Ottobre a decidere le sorti della Congiura. Una lettera sgrammaticata e pulsante di ansia ed emozione viene recapita all’attenzione di lord Monteagle: si tratta di un misterioso invito a non presentarsi in parlamento per lo State Opening. Il contenuto della missiva è ambiguo, ma non c’è dubbio che alluda a un pericolo concreto: le autorità vengono progressivamente allertate, finché, il 4 Novembre, Guy Fakwes non viene colto in flagrante nello scantinato adibito a ricettacolo per la polvere. Le torture cui fu sottoposto segnarono la condanna per lui e per quanti vennero incriminati dalle sue confessioni.

Quello della Gunpowder Plot è e rimarrà un caso iconico, dai tratti tragici e dalla fortuna popolare segnata dal successo di V per Vendetta – graphic novel scritta Alan Moore e designata da David Lloyd, oggetto di un anch’esso fortunato adattamento cinematografico – ma non costituisce di certo un’anomalia nel panorama confuso dell’Europa a cavallo tra XVI e XVII secolo, scossa ancora da conflitti di matrice religiosa e animata dallo sviluppo della teoria monarcomaca. Il successore di Giacomo I,  vittima della congiura, verrà giustiziato durante la Guerra Civile, mentre in Francia Enrico III (1589) ed Enrico IV (1610) troveranno la morte per mano di cattolici decisi a contrastare l’ascesa del protestantesimo.

Monarcomaco, termine coniato nel 1600 William Barclay, indica colui il quale ritiene lecito deporre e/o eliminare fisicamente un sovrano accusato di esercitare potere tirannico. La produzione teorica relativa a questa dottrina fu fecondissima: ricordiamo qui le Vindiciae Contra Tyrannos The Tenure of Kings and Magistrates, quest’ultima opera del poeta John Milton, il quale aveva avuto in più passi modo di riflettere sulle liceità della rivolta contro il re e il cui capolavoro, Paradise Lost vede incarnati nella figura di Satana gli ideali di questa dottrina.

Better to reign in Hell, than serve in Heaven.

Grazie alla riflessione monarcomaca fiorì il dibattito circa la natura del potere regale, e ciò contribuì fortemente allo sviluppo delle teorie contrattualistiche, giusnaturalistiche e costituzionalistiche, che, anche se in forme diverse, valorizzarono o comunque riconobbero il valore di fondo del vincolo sociale come patto deliberato tra individui. Interessante è però notare come, pur muovendo da istanze molto simili, l’Alfieri del trattato Della Tirannide approdi a conclusioni ben più radicali, accostabili a quelle anarchiche. E forse, riconoscendo la natura bifronte di questo slancio anti-tirannico, è possibile riconciliare, almeno in parte, lo iato stridente tra il Guy Fawkes storico e la sua trasformazione in mito anarchico.

Mav.

 

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