La Grande Mela Newyorkese dal 16 al 21 marzo è stata teatro dell’ultimo CWMUN (Change the World Model United Nation) indetto dall’Associazione Diplomatici, in cui ragazzi perlopiù compresi tra 16 e 25 anni hanno potuto sperimentare un’esperienza stimolante quanto per molti determinante per affacciarsi al mondo del lavoro.

“In principio era il λόγος” afferma uno dei fondamenti più importanti della filosofia e del pensiero umano.
L’uomo stesso si è evoluto grazie alla forza del pensiero dato dal confronto e per migliaia di studenti provenienti da tantissimi luoghi del mondo l’occasione del CWMUN 2018 ha significato prendere in mano le redini del mondo stesso calandosi nel vivo di un’esperienza da veri diplomatici.

Rappresentando le diverse nazioni precedentemente assegnate nei vari reali organi (tra cui Security Council, Fao, General Assembly, U.N.H.B.I.T.A.T, U.N.F.P.A, U.N.D.P) gli young delegates hanno preso parte per 4 giornate alle prove di simulazioni dei reali dibattiti che animano le giornate all’interno del monumentale palazzo delle Nazioni Unite, senza tralasciare la cerimonia di apertura e chiusura presieduta da numerose personalità illustri del panorama internazionale e prettamente nazionale: dal presidente dell’Associazione Diplomatici Corbino, passando per le glorie del calcio Tardelli e Ancelotti, il capitano della Nazionale Italiana Calcio Amputati Francesco Messori, il magistrato antimafia Ayala con la sua toccante ripresa del discorso Pericleo “Ad Atene facciamo così…” riguardo l’importanza della democrazia e del confronto privo di egoistici interessi, Oscar Farinetti noto imprenditore italiano e creatore del marchio Eataly, Lorenzo Licitra vincitore dell’ultima edizione di X Factor Italia, l’ex presidente di Istat Enrico Giovannini e infine come special guess l’ex presidente Bill Clinton che ha aperto le danze con il suo discorso inaugurale in cui ha dichiarato emblematicamente ai giovani di tutto il mondo “Spero che sceglierete di cambiare il mondo, nonostante questo oggi non sia affatto facile”.

Piccoli ambasciatori crescono per il settimo anno consecutivo, provenendo da 110 paesi diversi e attivamente coinvolti nel progetto, così ogni singolo diplomatico riesce a calarsi in una realtà quasi paradossale, in cui solo l’interazione con il prossimo può far luce sui problemi che si pongono nell’ambito delle nazioni unite ma anche nella quotidianità che ci circonda in un mondo troppo pigro molto spesso per alzare la voce…o semplicemente lo sguardo per osservare ció che accade intorno.

Ogni sessione è stata sezionata in diverse fasi, “l’opening speech” in cui un delegato nella coppia recitava un discorso introduttivo strutturato prima della partenza e che racchiudesse le idee cardinali di ogni nazione, oltre che alle soluzioni riguardanti il topic.

Dopo la chiusura della “speaker’s list” seguiva la fase in cui ogni coppia di delegati per alzata di placard poteva richiedere al tavolo di presidenza un “moderated caucus”, dibattito di 20 minuti circa su un topic che fosse collegato alla commissione ed eventuali soluzioni, o un “unmoderarated caucus” in cui ogni delegato era libero di alzarsi dal proprio posto per discutere più liberamente e sancire le prime alleanze.


Alla fine delle commissioni a seguito della formazione di coalizioni supportate molto spesso dai paesi più abbienti ed evoluti, si è proceduto al voto, per l’eventuale passaggio delle idee impresse su carta e nate dal dialogo dei giovani delegati, per un obiettivo comune.
Al termine del voto , la nomina dei candidati migliori.

La concretezza dell’iniziativa permette di aprire le vedute sul mondo delle problematiche attuali che variano dell’immigrazione,riscaldamento globale, problemi ambientali, diritti umani fino a pace,sicurezza e rapporti tra gli stati al fine di permettere un viaggio nel più grande forum internazionale garante della solidità di un progetto a cui prende parte attivamente tutto il mondo (dal 1945 193 sono stati i paesi che hanno aderito su 196 riconosciuti sovrani).

La cornice monumentale della città “che non dorme mai” , ha reso l’esperienza ancor più accattivante per noi studenti, liberi durante il periodo di permanenza di non calarsi solo nelle faticose commissioni all’interno del palazzo di vetro, ma di visitare anche le strade di New York dividendosi tra compere e viaggi nella storia dell’arte(dall’impressionismo francese e la pittura di Van Gogh fino al modernismo) attraverso i celebri musei cittadini.

 

L’esperienza offerta dal CWMUN può essere riportata attraverso un’altra citazione del presidente Bill Clinton durante la cerimonia inaugurale: “Credo che il lavoro di ogni giovane uomo e donna sia sviluppare il cuore, il cervello, la competenza e la conoscenza” …una serie di ideali per realizzare al meglio la natura umana raggiungibili solamente attraverso l’unione e la cooperazione tra le parti, per un progetto a lungo termine e senza esclusioni per costruire un futuro migliore, per le generazioni attuali, e quelle future.
Perché è quando si terminano esperienze di tale importanza che ci si accorge soggettivamente di essere una singola particella nell’immensità di un mondo senza limiti…

Autore: Alarico Lazzaro

 

 

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