Nobody.
I’m nobody
I’m a tramp, a bum, a hobo
I’m a boxcar and a jug of wine
And a straight razor …if you get too close to me

 

E’ il 1989. La voce fuori campo di un giornalista si rivolge ad un uomo di  circa sessant’anni, barba lunga, capelli ribelli, anch’essi lunghi nonostante l’ampia stempiatura, occhi piccoli e brillanti.

“La gente ti vede oggi, vent’anni dopo, e ancora non hanno idea di cosa hanno di fronte.

Dimmi chi sei, in una frase.”

 

L’anziano scatta come una molla, gli occhi si illuminano e si protende verso il giornalista. Per un attimo sembra attaccarlo ma poi si raddrizza. Sorride. Tira fuori la lingua come un bambino colto  nel bel mezzo di una marachella. Solleva un sopracciglio. Si ingobbisce. Come un attore di cinema muto, si esibisce in diverse smorfie, espressioni, volti.

Poi, come si era acceso, tutt’un tratto si spegne.

“Nessuno.

Non sono nessuno.

Sono un barbone, uno scroccone, un vagabondo.

Sono un vagone e una brocca di vino.

E una lama di rasoio…se ti avvicini troppo”

Charles Manson è un’icona americana, il lato oscuro del movimento hippie, poeta, musicista, Satana,  nonché il più famoso killer per induzione della storia.

 

Charles Milles Manson nacque a Cincinnati, in Ohio, nel 1934, frutto della professione della madre: Kathleen Maddox, infatti, stufa dell’educazione troppo rigida, scappò di casa ed iniziò a prostituirsi all’età di 16 anni.

Il padre era un certo Colonel Scott che si rifiutò di riconoscere il bambino. Kathleen si sposò dopo qualche anno con William Manson ma il matrimonio finì presto e Charles venne mandato in un collegio maschile.
La madre, nel frattempo, venne arrestata per uso di stupefacenti e per dei piccoli furti, così il piccolo Charles – che aveva solo 5 anni – venne affidato agli zii. Quest’ultimi gli impartirono un’ educazione religiosa rigidissima ed erano spesso violenti.

Inizia presto a darsi al crimine e a soli 13 anni compie la sua prima rapina a mano armata. In carcere subì abusi da parte degli altri detenuti e da alcune guardie. Quando tornò in libertà aveva 32anni, di cui 27 anni passati dietro le sbarre e nei riformatori.

Tuttavia nel penitenziario Charles  aveva imparato a suonare la chitarra da un insegnante molto particolare: A.F. Karpowicz, uno dei membri della famigerata banda di rapinatori e assassini Karpis-Barker. Entra,  inoltre,  in contatto con Scientology tramite il compagno di cella, Lanier Raynere.  E’ un ragazzo brillante, che ama scrivere poesie che presto si trasformano in canzoni. Inoltre  si interessa anche di ipnosi e della terapia dell’Analisi Transazionale di Eric Berne. Legge molto ed è in grado di citare a memoria brani della Bibbia.

 

” If you’re going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair… “

E’ il 1967 e decide di recarsi nella culla della cultura hippie e della musica: San Francisco. Cercò di affermarsi come musicista, ma i suoi testi e la sua personale filosofia di vita si differenziavano in molti punti rispetto al pensiero che migliaia di giovani in tutto il mondo andavano enunciando: pace, amore, ribellione e libertà. Forse troppa libertà. Più di trenta giovani sbandati trovarono in Charles un vero e proprio guru, a cui affidare completamente la propria vita, e Manson non si fece scappare l’occasione di creare una vera e propria setta di persone che pendevano dalle sue labbra: la Famiglia

 

Era un uomo magnetico, carismatico, affascinante e potente. Trasmetteva un forte senso di protezione e considerava quei ragazzi come i suoi figli. Oltre i trenta adulti vi erano molti bambini, la cui educazione  e crescita era condivisa con tutti i membri della Famiglia. Nessuno aveva un lavoro fisso e la buona parte degli introiti provenivano da piccole attività criminali.

Tutti i membri facevano uso di droghe, principalmente di LSD ma Charles Manson ne prendeva poco, per mantenere il giusto controllo.

Era lui ad avere l’ultima parola su qualsiasi cosa ed era lui a decidere chi e come le persone potevano entrare a far parte della Famiglia. Alle ragazze era chiesto subito di avere un rapporto sessuale sia con altre donne e poi con lui. La droga unita al sesso – e soprattutto le orge – erano un veicolo fondamentale per mantenere il gruppo unito e dipendente da lui. Durante questo sesso spirituale lui scavava nella psiche e cercava di rimuovere le loro radicate convinzioni sulla vita, il sovvertimento della sessualità era un modo per smantellare il loro ego. Meno ego, più controllo.

Your heart’s a-pumpin’ and you pan-heart’s a-jumpin’
Look out ego is a too much thing
When everything seems goin’ so fine
Old ego puts itself on a bind

 

Nell’estate del 1968 Manson si recò a Los Angeles per realizzare il suo sogno, diventare un musicista famoso.

Do you, don’t you want me to love you?
I’m coming down fast but I’m miles above you
Tell me, tell me, come on tell me the answer!
And you may be a lover but you ain’t no dancer

 

Illustrazione di Anna Volcan

Famosa è la sua ossessione per i Beatles. Ma Manson non era interessato tanto ai Beatles come gruppo musicale rivoluzionario quanto all’immenso potere che avevano sui ragazzi, le superstars. Voleva essere più famoso dei quattro ragazzi di Liverpool “più famosi di Gesù Cristo”

A Los Angeles venne aiutato economicamente da Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys. Ma l’insuccesso era dietro l’angolo e ciò provocò in Charles ancora più rabbia ed odio verso una società che egli vedeva come marcia. Voleva appartenere ad un mondo che lo rifiutava con forza. Il rifiuto che aveva vissuto sin da quando era in fasce. Ma ora Charles non era più solo. Aveva una Famiglia. Aveva un esercito.

 

Rose la Risto-Gatta

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