Roma, 10 Maggio, interviene all’audizione di Difesa del Senato il procuratore di Trapani, tale Ambrogio Cartosio, asserendo che: “è sempre legittimo intervenire in mare per salvare vite in pericolo” difendendo cosí l’operato delle ONG.

 

Sullo sfondo una nave appartenente ad una ONG, in primo piano un’imbarcazione di migranti.

 

L’intervento del procuratore in questione ha ricordato che l’accusa rivolta alle suddette organizzazioni -alle quali è stata attribuita la colpa di “non aver informato la Guardia Costiera della presenza di imbarcazioni cariche di migranti”- è inopportuna. Portando a sua difesa l’Art. 54 c.p. il quale prevede la “causa di giustificazione dello stato di necessità“, ossia: in casi di emergenza è sempre legittimo salvare vite umane, indipendentemente dalla locazione nella quale si trovano le ultime.

L’incaricato ha inoltre aggiunto che, in questo frangente temporale, è normale che i primi ad accorgersi della presenza di imbarcazioni con a bordo migranti, siano appunto queste organizzazioni, data inoltre la loro forte presenza nei luoghi di ‘passaggio’, anziché la G.C., e che non si può fare un’accusa di favoreggiamento di “immigrazione clandestina” in quanto non risulterebbe verificato alcun tipo di contatto tra Libia e ONG.

 

Immagine rappresentante le frontiere acquatiche del Mar Mediterraneo.

 

In seguito, C. contesta la proposta di Carmelo Zuccaro (procuratore di Catania) -il quale richiese una scorta eccezionale composta da poliziotti a bordo delle navi ONG -in quanto, a detta dell’amministratore di Trapani, questo tipo di operazioni dovrebbero essere svincolate “dalle pastoie legislative degli Stati”, dato che, il verificarsi, nella maggior parte dei casi, degli ultimi, è limitato all’interno dei confini delle acque internazionali.

   Pier Panico

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